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venerdì 8 aprile 2016

Rosetta Loy

Non ho mai letto niente di Rosetta Loy.

Oggi l'ho ascoltata a Pane Quotidiano e mi ha commossa.

Comprerò il suo ultimo libro che si intitola Forse.



http://www.treccani.it/enciclopedia/rosetta-loy/

venerdì 11 aprile 2014

Agosto 2013

In questi giorni che sembrano lunghi, ma non lo sono, ho trovato il modo di passare una mezz'ora nel verde e sorseggiare un caffè. C'è di che da osservare. Un'umanità che vaga tra un gratta e vinci, gli appunti della spesa, i falsi racconti di fantastiche vacanze al Forte, lo sfoggio di gioielli e la tristezza negli occhi. Ragazzine scioccherelle, con le mamme al seguito più stupide di loro. Badanti con la voglia di fare il colpo grosso alle macchinette e pensi ai sacrifici economici di quei nonni che le pagano.

Ma poi distogli lo sguardo e vedi quella donna con il viso segnato ma allegro, che ride di gusto e parla fitto fitto con la giovane figlia, e vedi la complicità, il rispetto e la voglia di stare insieme. Il tempo per loro si è fermato. La figlia si alza ed io le sorrido. Le dico, siete belle. Grazie mi rispondono in coro. E cominciamo a chiacchierare. Ossia loro parlano ed io ascolto. Ascolto e ammiro questa ragazza. Che non ha avuto paura di lasciare Firenze e due anni fa è andata a Londra, lavora in un bar e tutte le sante sere monta alle otto e fa le quattro del mattino. Voleva fare il barman e si accontenta. Si accontenta dell'alloggio, del cibo, e dei datori di lavoro. Perché il suo sogno è piccolo. Non pesare sulle spalle della madre, imparare l'inglese. E poi tornare in Italia e buttarsi nel vero sogno. Aprire un piccolo locale, dove non esista differenza di età. Dove si possa leggere, parlare, sentire buona musica, insomma un posto per darsi una mossa, nel rispetto degli altri ma con una vivacità tipica di questa gioventù che non sta alla finestra. 

mercoledì 12 dicembre 2012

Buon Natale Patronato

Patronato.
Che bello entrare in un Patronato, dove per la stessa domanda, ci sono quattro risposte diverse, solo perché i funzionari sono solo quattro.
Che bello entrare titubante e uscire scoraggiata.
Che bello sapere di aver lavorato una vita e sentirsi dire che quella Legge, forse è superata dalla successiva. Forse??? E mentre voi vi levate ogni dubbio, forse parlandovi, forse io passerò un Natale più tranquillo? Forse?
Vi fate carico dei nostri problemi, forse perché qualcuno ha deciso, di inventarvi per fare da tramite delle Istituzioni e il Cittadino. Qui non ci sono forse. Questo è sicuro.
Forse non vi chiedete ancora, che si va di questo passo, di sicuro sarete esuberi anche voi.
Forse è il caso che alziate il culo e smettiate di passarvi il cerino acceso. Prima che io di sicuro e senza forse, vi rovesci la scrivania.

Buon Natale forse!

martedì 6 novembre 2012

Meglio tardi che mai!

Era tempo che rinviavo il riordino in ripostiglio. Finalmente domenica ho finito.
Le cose che ho lasciato sono poche, tra queste le mie pagelle.
Il mio rendimento è sempre stato scarso, le attitudini erano quelle artistiche e manuali.
Mi annoiavo a sentire parlare di guerre puniche, odiavo la matematica, amavo sentir parlare di posti, usi e costumi, non parliamo di lingue straniere, bloccata. Come ora d'altronde.

La Maestra era in procinto di andare in pensione, vecchio stampo, mai un sorriso, sempre pronta alla critica,  i colloqui con i genitori erano i classici: è brava e giudiziosa, ma potrebbe fare di più.
Non parliamo del giudizio della licenza media inferiore ...

Le ho rilette tutte. Una ad una, ripercorrendo e associando gli anni scolastici alle vicissitudini familiari.

Una sorta di analisi che ha portato i suoi frutti.

Oggi posso dire tranquillamente che è andata bene.

Ho solo la licenza media inferiore, appunto, ma nella vita ho ascoltato tanto, e anche se ogni tanto sbaglio qualche congiuntivo, mi impappino nel parlare, intercalo con qualche parola colorita e a volte sono brusca, posso dire grazie a tutti ma grazie anche a me!

E sono contenta di quello che sono.
Se non fossi così non avrei la Famiglia e gli Amici che ho!

mercoledì 31 ottobre 2012

Halloween: scherzetto o dolcetto ...

Questa festa non mi dice niente ma la parola scherzetto mi riporta indietro di tanti anni ...

Memorabile, almeno per me, fu quello che escogitò un'amica a sua nonna.
La birbante ci radunò tutte in casa sua per una merenda, la fece chiamare da un compagno di classe che si spacciò per un incaricato dell'acquedotto.
"Signora, stiamo avvertendo tutti, che da stasera alle 18, leviamo l'acqua e prevediamo di riallacciarla domani nel primo pomeriggio.
Dato che la lista è lunga, può farmi il piacere di avvertire i suoi vicini?"

Nonna P. era rinomata per la buona volontà e per la correttezza, rispose subito: certamente ci penso io. E corse subito ad avvertire tutti.

Era un edificio dove non esisteva l'ascensore, tutte le porte aperte, tutti avvicendati a darsi una mano, e noi giù a ridere con la nonna che scuoteva la testa, dicendoci: almeno dateci una mano ...
Il passaparola fu veloce e cominciarono a riempire, secchi, bottiglie, catini, chi si imprestava taniche, chi si organizzava a farsi il bagno prima delle 18, chi avvisava i figli, non si sa mai.
Per le scale, piano piano tornava il silenzio e gli ultimi commenti ...speriamo che la torni presto, domani è venerdi, i' mi Guido è tutto i' giorno in carrozzeria. I' tu' Guido? E i' mi' Renzino, che da domani entra in Pignone, chissà come torna con quella tuta e giù a commentare.

E noi giù a ridere ... perchè lo scherzo non era finito.

Altra telefonata: "Signora, mi scusi, ho parlato con lei due ore fa? Sono dell'acquedotto.
E la nonna, si. Ma lei è al numero civico 5 o 7?
E la nonna e sono a 'i 5."

E l'incaricato: "signora ho fatto un errore, dovevo chiamare un inquilino del n. 7 e ho sbagliato a prendere la scheda."

E la nonna: oh mammina mia, e ora chi gniene dice a tutto il palazzo?

O icchè ci se ne fa di tutta questa acqua? Ma la stia attento la prossima vorta, prima di tenefonare?

Noi eravamo sganasciate.

Vediamo ancora la nonna, a sedere sulla seggiolina accanto a i' telefono, che dondola la testa asciugandosi la sudorina con i' grembiale; o icchè ridete grullerelle. E gli'è grave!

Ah mi dispiace, ma io e un rifò i' giro, e mi pigliano pe' grulla ... e vorrà dire che si innaffierà le piante fino a Natale ...

Il giorno dopo, tutti commentavano, che l'acqua non era stata levata ... e la nonna zitta ...

La mia amica non ha avuto il coraggio di rivelarle lo scherzo … ma vicino alle nozze decise che doveva assolutamente “confessarsi”.

Ci ha chiamato, dicendoci, io continuo a non avere il coraggio, mi aiutate?

Beh quel pomeriggio quattro giovani donne, confessarono lo scherzo a quella nonna, che lì per lì rimase di stucco, poi cominciò a ridere ma a ridere ... e cominciò a tossire dal gran ridere, e noi di rimando: oh nonna che vuoi un bicchier d'acqua???

mercoledì 5 settembre 2012

Bertolt Brecht

Bertolt Brecht

Amare il mondo

Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.

Se qualche cosa sentiamo di “potere”
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.

Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c’è in ognuno di noi.

Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.

Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.

mercoledì 2 maggio 2012

Passeggiare per Firenze e le sue curiosità



Se volete scoprire una Firenze un po' diversa, cliccate qui.
http://ravanellorosa.wordpress.com/2012/05/

Fausta ha fatto un reportage bellissimo!