mercoledì 15 aprile 2015

martedì 24 marzo 2015

Il business dei rifugiati - Presa diretta del 22/03/2015

In questa puntata: una dura inchiesta sul business dei rifugiati, quando l’accoglienza diventa un affare. Da Roma alla Sicilia, un lungo viaggio dentro lo scandalo di “Mafia Capitale”, le inchieste della magistratura sui mercenari dell’accoglienza, le collusioni delle cooperative con gli apparati pubblici e i politici corrotti
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-22fb581a-7675-4b03-81bc-a280c3449c6b.html#p=0

sabato 21 marzo 2015

venerdì 20 marzo 2015

Claudione compagno mio, auguri!

La buona notizia.
Claudio da domani sarà dipendente della Olisistem S.p.A. appaltatrice diretta della Infogroup dove Claudio lavora.

Dopo anni di sub-sub-sub appalti di aziende parassite, di stipendi non pagati, di giorni di Natale con la gola chiusa perché non sapevamo se il primo dell’anno ci sarebbe stato il rinnovo del contratto, possiamo dire finalmente Claudio potrà raggiungere alla faccia della Fornero, la sua meritata pensione.

Claudio, sulla tua strada hai incontrato Sandro Bolognesi, che ti ha adottato, facendoti crescere professionalmente permettendoti di diventare una persona preparata e all’altezza per affrontare il nuovo lavoro.
Sei una persona stimata, professionalmente e umanamente, non hai da ringraziare nessuno, solo te stesso, la tua intelligenza, la tua umiltà, e il tuo bellissimo carattere.

Il nostro ruzzare ci ha aiutato ad affrontare insieme alla nostra Siriotta e alla mia amata sorellina, senza crollare, tutte le avversità.

Goditi questo momento, abbi cura di te, e ringrazia da parte mia il tuo rappresentate sindacale Vito Bianchino, che ha lavorato con professionalità.

Questa iniezione di gioia, domani sarà evidente nei risultati delle mie analisi.


Un bacio Famiglia adorata.

sabato 14 marzo 2015

Alla mia e alla vostra salute!


Bicchiere mezzo pieno, di buon vino bianco fresco e frizzantino.
Non pensare a quello che poteva succedere. Guardare avanti sempre!

martedì 3 marzo 2015

Tremarzoduemilaquindici

Dedicata a te fratello adorato

lunedì 9 febbraio 2015

10 febbraio

Grido di dolore

La scura terra ha assorbito il pianto,
la pioggia ha lavato il sangue,
i corpi esanimi giacciono rannicchiati
nella fossa di terra.
Tutto è fermo al grido di dolore.
Delle mani stringono le zolle,
le robe inzuppate e sporche.
Gli occhi sono fermi all’ultima luce,
atterriti dall’inumano destino.
Tutto è fermo nell’ora della morte.
Le mani assassine bruceranno in eterno!
Tra le membra e le corde
una piccola croce d’argento brilla…
nella pietà eterna il grido di dolore è spento,
è fuori dalla fossa,
è nell’amore dell’Eterno.
Giovanni Teresi


http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/storia-delle-foibe/397/default.aspx

mercoledì 28 gennaio 2015

Da oggi sono ufficialmente ...

Zietta del cuore ... grazie Giuliana ...


martedì 27 gennaio 2015

27 gennaio 2015

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

sabato 24 gennaio 2015

MIrella e Gianni Agnelli

MIrella da qualche giorno se ne è andata via.
Ricordo le nostre assemblee, i nostri sogni le nostre disillusioni.
Ricordo la lettera che scrisse quando è morto Gianni Agnelli. La voglio postare qui.

A proposito del funerale di Gianni Agnelli mancava, è stato dimenticato da tutti, un partecipante: la dignità della classe lavoratrice.

E' stata la dignità che ha sostenuto e dato ad un’intera città la forza di andare avanti, giorno dopo giorno, anno dopo anno, per condurre una vita durissima, con la consapevolezza che non si poteva fare altrimenti, che era quello il ruolo affidato alla città: compiere il proprio dovere fino in fondo, a testa alta, lottando per far riconoscere i diritti fondamentali dell'Uomo alla giustizia all'uguaglianza e alla dignità, già, la lotta di classe.

Gli Agnelli si sono arricchiti con la Fiat, non sono stati Padri Comboniani che hanno sfamato una città, non hanno fatto beneficenza, hanno svolto il loro ruolo di industriali, di capitalisti.

Gianni Agnelli non è stato un capitalista illuminato come Adriano Olivetti che si preoccupava della salute fisica e mentale dei suoi dipendenti, altri tempi, certo, tempi passati, ora l'Olivetti non esiste più, il Canavese si è trovato in ginocchio, ora rischia di trovarsi in ginocchio l'intero comprensorio torinese, una tragedia certo, ma non raccontiamoci menzogne, Gianni Agnelli non era il padre buono e amoroso, era la controparte dura e impietosa, come tutte le controparti capitalistiche.
Ho 53 anni e sono un ex torinese, ricordo la mia città-fabbrica, le strade deserte alle 9 di sera anche in centro, lo facevano notare le persone venute da altri luoghi, da altre città, per me torinese era ovvio, al mattino si va in fabbrica, a lavorare, alla sera si va a letto, presto.

La vita notturna? C'era ovviamente, ma nascosta, nei locali, in collina, per pochi intimi, studenti di scuole superiori o universitari, figli della buona borghesia che la mattina dopo non dovevano timbrare il cartellino e pochi altri. Per il resto, per la plebe, o il pubblico come si chiama ora, la città era un grande dormitorio, una grande caserma, che si risvegliava la mattina all'alba, con i primi tram, i primi giornali, l'apertura dei primi bar.

Ricordo mio nonno che tornava a casa alla sera in bicicletta, lo ricordo d'estate, arrivava in bicicletta, smontando di sella da lontano e facendo gli ultimi metri in piedi su un solo pedale, con il "baracchino" di alluminio appeso al manubrio che mia nonna lavava e preparava per la mattina successiva, la minestra in fondo, la verdura e un po’ di carne nel ciotolino di sopra, e lui si lavava, una cena veloce con il giornale radio, una visita alla sezione del partito e poi a letto. "Così presto?". "La fabbrica è lontana, fuori città." "Prendi il tram." Sorriso di mio nonno "Ce ne vorrebbero due e costano, le mie gambe no".

E mio nonno che mi raccontava che durante la ritirata i nazisti distruggevano e incendiavano tutto e gli operai erano nelle fabbriche, con le armi, per difenderle, il loro pane era anche il pane dei padroni, in quantità diverse.

E poi ho incominciato a lavorare io, all'Olivetti, e andavo nelle fabbriche ad insegnare ad usare i macchinari, le prime macchine a controllo numerico.
E sono stata alla RIV, dove si producevano i cuscinetti a sfera, e spiegavo spiegavo e sembrava non mi capissero, e ho chiesto loro se c'erano problemi, cosa potevo fare, erano uomini di 40 anni o forse più ed io una ragazza di 20 anni, ed erano a disagio, si vedeva, e si vergognavano quando mi hanno chiesto di non parlare mentre scrivevo alla lavagna, perché non mi sentivano, ormai erano diventati sordi per il rumore dei cuscinetti in cascata contro le pareti di metallo.

E sono stata alle "Anime" a Mirafiori, era luglio e si soffocava fuori, figuriamoci dentro, al chiuso e sotto terra, si chiamava così perché era l'anticamera dell'inferno, era il luogo dove venivano fatte le colate della fusione dei motori di camion. I miei polmoni scoppiavano e ci sono stata poche ore, e i loro di polmoni?

E una mattina dovevo andare alla Cromodora dove si cromavano i paraurti delle auto, e mi è arrivata una telefonata, non venga signorina, si è sprigionata una nube, è pericoloso, ci sono già molti intossicati, la richiameremo noi quando non ci sarà più pericolo.

E una volta sono andata in un ufficio, fuori Torino, ed è passato l'omino del caffè, un pistolero con un cinturone in cui erano infilati bicchieri di plastica e termos. "Vuole un caffè signorina?" "Ora no grazie, dopo casomai" "Per noi non c'è un dopo, ora o domani mattina, e siamo fortunati perché possiamo prendere un caffè in orario di lavoro e possiamo andare in bagno quando vogliamo senza chiedere permessi come devono fare gli operai, permessi che a volte, a discrezione del capoturno, vengono negati".

E poi ricordo gli addetti alla verniciatura che pisciavano rosso e le prime denunce.

E poi ricordo l'autunno rosso, quando ero in prova e non avevo diritto di sciopero, e mi dicevano cerca di capire, cerca di scegliere bene, cerca di stare dalla parte giusta.

E mi ricordo quando ci siamo tutti schierati contro il terrorismo, e non  è stato facile perché parlavano di resistenza i primi clandestini, e c'era chi la resistenza l'aveva fatta e se la ricordava, la resistenza era ancora un patrimonio dei lavoratori.

E mi ricordo, ero bambina, quando hanno chiesto a mio padre, panettiere, di mettere in vetrina il cartello "Non si vende pane ai meridionali" e mio padre non lo ha messo, e c'era tensione in casa, paura.

E mi ricordo i cartelli "Non si affitta ai meridionali" e mi sembrava cattiveria pura ed era solo paura del diverso, un diverso fatto venire a  Torino in prova e dopo la prova non confermato.

Non ricordo più le cifre ma erano più persone prese in prova per un solo posto quindi le persone non confermate erano tante, e nel frattempo avevano fatto venire a Torino tutta la famiglia, anche allargata, e si ritrovavano senza lavoro, senza soldi, stipati in alloggi diventati ospizi, altro che parquet e porte rovinate e scarichi intasati e affitti non pagati, non avevano neppure un fornello su cui cucinare o un materasso su cui dormire. Erano stati richiamati a Torino da un sogno di lavoro, illusi e abbandonati a se stessi.

No, non è stata beneficenza, è stato lavoro, è stato dolore, è stata lotta dura, durissima.

MIrella


24 gennaio 2003

domenica 18 gennaio 2015

Myriam cinquedicembreduemila14

Ho il cuore in gola, se ne è andata anche Myriam, la nostra Regina dei fiori.

Ciao "Mimma", come ti chiamavo sempre e tu ne andavi orgogliosa, perchè così ti chiamava il tuo Papà.


venerdì 16 gennaio 2015

Carolina Turroni

Non trovo diseducativo lasciare che un bambino giochi, si sporchi i vestiti, tiri i coriandoli ad agosto, si dipinga i baffi con il carbone, buchi gli scatoloni per farne case o macchine con la fantasia.
E neppure che scopra, sia curioso, rida di gusto.
Non trovo diseducativo che ogni tanto si possa pranzare su uno scoglio, anche in inverno, guardando insieme la linea dell’orizzonte ed immaginando d’essere pirati, o che faccia capriole in un prato, o salti a due piedi dentro i mucchi di foglie e canti a squarciagola senza vergognarsi – come noi adulti – d’essere felice.
Quello che davvero trovo diseducativo è un bambino spinto a primeggiare in ogni situazione, un bambino esibito, frustrato, plasmato ad immagine e somiglianza di ciò che il genitore sognava di essere e non è stato. 
Un bambino non ascoltato, zittito, nutrito di tutto tranne che d’amore, occupato in mille cose pur di non dedicargli tempo, il nostro. 
Questo trovo diseducativo : il non saperlo ascoltare, il non volerlo davvero “ guardare “ per ciò che è, per farlo divenire ciò che potrebbe essere.
Carolina Turroni

mercoledì 14 gennaio 2015

Visto a modo mio

sabato 10 gennaio 2015

venerdì 9 gennaio 2015

Esattamente un anno fa ...

Eravamo insieme, tutti a tavola. Te, la tua piccola Principessa, il tuo Tutto, io e la Mitti.
Sono stati tre giorni splendidi, ti ho coccolato e ti sei lasciata coccolare, il tuo Tutto ti ha affidato a me e io ne sono stata felice. 
Erano i primi giorni di dolore fisico intenso.
Di sguardi incrociati, di sorrisi stretti, di amore infinito.

La tua mancanza la sento sempre, ma hai organizzato tutto per lasciarci con meno dolore possibile.
Ogni tanto rileggo i nostri messaggi.









Questo è l'ultimo post dedicato a Te, Sorellina del Cuore, quando mi prenderà la voglia di parlare di te, ritornerò su questo post e inserirò il mio pensiero.

Stringo il tuo cuore che porto con me dal giorno che me lo hai regalato e ti mando un bacio.

Ti lascio volare. Vola in alto.

La tua Sorellina del Cuore

http://arcangela-nullaaccadepercaso.blogspot.it/2014/07/non-ti-voglio-ricordare-voglio-viverti.html

http://vivodelcaloredelsole.blogspot.it/


http://arcangela-nullaaccadepercaso.blogspot.it/2014/09/terry-28-settembre-2014.html


Oggi 12 gennaio 2015
ciao piccolo fiore




mercoledì 24 dicembre 2014

Sei sulla soglia

E sarai sulla soglia guardandoci
di là loro ti aspettano
di qua noi aspettiamo.

Luce
invade il tuo e il nostro cuore

Vado

Vai
continua a guardarci

Sei un punto di luce.

Aspettaci.

Arcangela Bruni
3 Marzo 1998


sabato 20 dicembre 2014

Stellina ... vola in alto!


Ovunque tu sia "Buon Natale"

martedì 18 novembre 2014

Blog da seguire e da leggere con attenzione

http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/

domenica 2 novembre 2014

Anima ...

« È molto doloroso perdere gli esseri che amiamo, ma è l’amore stesso che permette di superare questo dolore. Voi forse pensate al contrario che più si ama, più si soffre? Al momento sì, senza alcun dubbio. Ma se avete veramente amato un essere, la morte non può separarvi da lui: con il tempo si crea un’altra forma di relazione fra lui e voi, e lo percepite come una presenza costante. Anche di notte, mentre dormite, siete con lui, la vostra anima va a raggiungerlo. Al mattino, al risveglio, forse non vi ricordate di quell’incontro, poiché i viaggi della vostra anima durante il sonno solo raramente raggiungono la vostra coscienza, ma col tempo sentirete sempre più la forza di quel legame. 
Dio non ha fissato limiti all’amore. L’amore è più forte della morte. Gli esseri che si sono amati di un vero amore non si lasciano mai: la loro anima supera tutti gli ostacoli della materia. »


- Omraam Mikhaël Aïvanhov -

venerdì 24 ottobre 2014

lunedì 13 ottobre 2014

Passerà ...


Dove sei?

Dove sei?
In quale angolo dell'eternità?
Sei sola? Hai paura?

Io si, ho paura di averti persa per sempre.


domenica 12 ottobre 2014

...



venerdì 3 ottobre 2014

SCAMBI

La vita ci ha tolto tanto
a volte ci ha piegato in due
trasformando le nostre giornate in nebulosa sopravvivenza
in apnea.
La vita vista attraverso una lente distorta.
Il dolore fatto materia.

Poi.

E' bastato un leggero batticuore,
quella sensazione, che ti fa "vedere" il sole e la luna.
Non ti senti più colpevole.
Non ti senti più sola.
Ti senti.
Respiri.
E vivi.
E impari di nuovo a vivere.

La vita ci ha tolto le persone più care, loro ci hanno fatto trovare.


Arcangela Bruni


Maggio 2008

mercoledì 1 ottobre 2014

Terry la tua forza non andrà persa!


Questo è il quadro che ti ho dedicato, quando ancora speravamo che tutto fosse facilmente risolvibile. 

Ma nel tuo cuore sapevi già che non lo sarebbe stato. 


Ti voglio bene sorellina del cuore.

Le parole che ci siamo scambiate, le terrò nel mio cuore.


Vola in alto!
Pare-normale dedicato a Terry s*d*c*

martedì 30 settembre 2014

lunedì 29 settembre 2014

Tu non ci sarai ...

http://www.ilmonferrato.it/articolo.php?ARTUUID=6625C436-A7EE-4047-A3EC-CEBD0885A669&MUUID=583A84CE-CE11-4ED6-B592-EBCB494A6BC9



domenica 28 settembre 2014

Terry 28 settembre 2014


Pavia, 4 settembre 2014 - ore 17.57

... oggi ho chiamato tutte le fatine... troppo belle ma anche con molta tristezza nel cuore e nel tono della voce di tutte!
Fatine tutte mie adorate: non siate addolorate anche se comprendo il vostro dolore! Siate sempre come dice Ela colorate: rosa,  azzurro, celeste, verde chiaro, giallo....perché noi si é così dentro e fuori nel cuore e nella mente.. 
Siamo sempre un gruppo colorato ed allegro!..
Grazie del vostro amore e della presenza costante che continua anche senza vedersi o sentirci...
vi voglio bene.
...e ricordatevi sempre che domani è sempre un nuovo meraviglioso giorno!  😍❤😘💝🐾🐈

Terry


giovedì 25 settembre 2014

Terry e il suo tutto venticinquesettembreduemilaquattordici

"E quando avrai troppa pena, troppo dolore, e se non ne vorrai parlare con nessuno, scrivi. Ti aiuterà."
(Agota Kristof, "Trilogia della città di K.")

martedì 23 settembre 2014

Terry e il suo tutto ventitresettembreduemilaquattordici

Ieri ho ricevuto un sms di Roberto, un sms struggente, di un uomo innamorato della sua donna.
Di un padre di famiglia responsabile.
Di un amico che trova il tempo e le parole giuste per parlare con me.

Questo dolore condiviso con voi, è tutto nostro, anche questo silenzio.
E anche se siamo in silenzio, siamo insieme.

Quest’Amicizia è inspiegabile a gli altri.

Vi voglio un bene dell’anima.

lunedì 22 settembre 2014

Terry e il suo tutto ventiduesettembreduemilaquattordici


SUL MURETTO DELLA VITA

“ Vorrei prometterti un futuro di speranza, vorrei prometterti che non piangerai.
Vorrei dirti che non ti toccherà il dolore,che non soffrirai, che nulla ti ferirà.

Vorrei prometterti che non verrai delusa, che nessun amico ti tradirà, né ti mentirà.

Che ti diranno sempre il vero, che ti sosterranno, che tutti gioiranno dei tuoi trionfi, con sincerità.
Vorrei che tu non vedessi l’ingiustizia, che non combattessi contro l’ignoranza del cuore.
Vorrei allargare le braccia, e disegnarti un recinto d’amore, diventare scudo, che ti ripari dagli schiaffi della vita .

Stendere foglie d’amore e rami di sentimento sulla tuo cammino, accarezzare i tuoi passi…

Vorrei. Ma non posso prometterti nulla di tutto questo, bimba mia.
Camminavi sul muretto, la tua mano nella mia, poi la presa si allentava, ti sentivi più sicura e continuavi da sola, in perfetto equilibrio, con la certezza di avermi appena dietro a te, come un’ombra.

Ti seguivo senza intervenire, ma pronta a prenderti, se tu ne avessi avuto bisogno.
Allora questo ti prometto: che io ci sarò.

Ancora così, nello stesso modo.

Tu camminerai ed io appena dietro come un’ombra.

Affinchè tu possa essere ciò che sei, non ciò che io voglio.
E delineare, libera, il tuo divenire, la tua natura, l’essenza della tua persona.

In equilibrio, sul muretto della vita.”




Carolina Turroni- 2012 -

domenica 21 settembre 2014

Terry e il suo tutto ventunosettembreduemilaquattordici

Conosci la poesia più breve del mondo?
No?
E' di una sola parola e dice così:
"Rimani"



Carolina Turroni

sabato 20 settembre 2014

Terry e il suo tutto ventisettembreduemilaquattordici



E’ devozione.
E’ l’accorato modo con cui ti guardo
la supplica nascosta nelle mia mani
quando ti tocco con brama d’amore.

E’ cura.
E’ desiderio di parole nascoste in un bacio
la voglia di sentire ancora la tua voglia
quando m’accorgo di una nuova ruga.

E’ premura.
E’ l’ansia che mi fa mancare la tua voce
le notti insonni a ricordarla
la fretta di poterti vivere un giorno in più.

E’ tenerci.
E’ salvaguardare.
E’ volerlo.

E’ amore, oltre lo schiaffo del tempo.



Carolina Turroni

Riflessione

Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.

Dan Brown

sabato 13 settembre 2014

Artisti della Valdisieve e del Valdarno Superiore

E siamo arrivati anche a questa nuova esperienza, un volume dedicato agli Artisti del mio territorio e la mostra collettiva.
Emozione? Si tanta. 



Pare-normale

mercoledì 10 settembre 2014

Tramonto sabbioso

Acqua a catinelle

Cipresso girellone

martedì 26 agosto 2014

"Per favore, non preoccupatevi tanto. Perché alla fine, a nessuno di noi è dato soggiornare a lungo su questa Terra. La vita è fugace e se per caso sarete in difficoltà, alzate lo sguardo al cielo d'estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata. Quando una stella cadente sfreccerà nell'oscurità della notte, trasformando la notte in giorno con il suo bagliore, esprimete un desiderio e pensate a me. Fate che la vostra vita sia spettacolare. Io so di averlo fatto".

>>> Robin Williams